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      <title>MORRA&#13;</title>
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      <pubDate>Thu, 17 Sep 2009 15:22:53 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/17_MORRA_files/morra%20%2827%29.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object001_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:143px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;PREMIO BORSELLINO 2008 PER L’IMPEGNO SOCIALE E CIVILE&lt;br/&gt;Il 18 ottobre 2008 MORRA ha ricevuto il premio per l'impegno sociale e civile come &amp;quot;spettacolo teatrale&amp;quot; dell’anno. Premio che nel 2007 è stato ritirato da DARIO FO nel 2006 da FRANCA RAME e nel 2005 da BEPPE GRILLO. Il 14 ottobre presso la Camera dei Deputati si e’ svolta la conferenza stampa di presentazione della XIII edizione del Premio Nazionale “Paolo Borsellino: 10 giorni per la legalità” presieduta dal Presidente del premio on. Luciano Violante. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;PREMIO CALANDRA 2007 COME MIGLIOR SPETTACOLO E MIGLIOR REGIA&lt;br/&gt;SPETTACOLO ITALIANO ALL’XI FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA TURCHIA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;di e con ROBERTO CAPALDO&lt;br/&gt;regia di FABRIZIO DI STANTE ritmi dal vivo di SIMONE DI BARTOLOMEO maschere in cuoio di ASCANIO CELESTINI e PIERO OTTUSI con il sostegno di  TEATRO LABRYS in collaborazione con IMPRESA TEATRALE F.LLI MEUCCI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>MADEINCHINA</title>
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      <pubDate>Wed, 16 Sep 2009 20:51:56 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/16_MADEINCHINA_files/DSC_0110.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object000_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:118px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;SPETTACOLO VINCITORE DI “STORIE DI LAVORO” 2011&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;di e con ROBERTO CAPALDO&lt;br/&gt;con la collaborazione di MARCO FERRARA - FABRIZIO DI STANTE  video di  MARCO FERRARA pupazzi di ANTONIO CATALANO maschere in cuoio di PIERO OTTUSI consulente per la cultura cinese DIANG ZUANFHENG con il sostegno di CASA DEGLI ALFIERI/UNIVERSI SENSIBILI, TEATRO LABRYS, IMPRESA TEATRALE F.LLI MEUCCI&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“In ultima istanza il regime socialista si sostituira’ al regime capitalista, &lt;br/&gt;si tratta di una legge oggettiva, indipendente dalla volonta’ umana!”&lt;br/&gt;Libretto rosso di Mao Tze Dong&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“If you want, you can fly!”&lt;br/&gt;Campagna pubblicitaria Nike &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;世界將發送給我們前進&lt;br/&gt;MADE IN CHINA&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Zuo Jaobing. Ex maoista. Ex comunista. Ex contadino. Ex operaio. Ex vivo. Extra terrestre perche’ cinese, quindi assolutamente “diverso” e incomprensibile tanto da avere bisogno di sottotitoli. Il suo corpo e’ adagiato sulle spalle di Chang Showei, amico di sempre, che cammina a lungo, per chilometri, per giorni. Attraversa lo sterminato Impero Economico della Cina del XXI  secolo per dare a quel corpo l’onore della sepoltura nel luogo natale. Andando contro le regole del mondo “civile”, Chang compie involontariamente un atto eroico, guidato solo dal proprio istinto e dalle proprie scarpe. La falce dell’ormai preistorico simbolo del comunismo e’ scalzata dallo SWOSH dorato della Nike che, incrociato al martello, simboleggia l’odierno potere assoluto del mercato. Un intreccio di storie vere che, passando dalla rivoluzione culturale di Mao alle condizioni dei lavoratori asiatici, arriva fino a noi per cui il Made in China e’ solo la targhetta sui prodotti che acquistiamo. Maschere, pupazzi, volti del Teatro d’Opera di Pechino, ventagli del Tai Chi, ritmi adrenalinici di pubblicita’ pluripremiate, il libretto rosso, ombre, luci, proiezioni, disegni animati, una TV rotta e una scarpa. Tutto ritrova origine e destinazione in questo onirico  viaggio postmoderno che lega Oriente e Occidente, luoghi comuni e dettagli iperrealistici, tra gli slogan del “grande timoniere” Mao Tze Dong e quelli del grande manager Phil Knights, amministratore delegato della Nike, &amp;quot;dea alata&amp;quot; dello sport.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;NOTE DI DRAMMATURGIA&lt;br/&gt;Il consumismo, che ha sostituito tutte le ideologie, detta le leggi del villaggio globale e l’unica possibilita’ che sembra ci sia concessa e’ quella del tutto casuale di capitare da una parte o dall’altra di questo spietato ciclo economico. &lt;br/&gt;Made in China punta l’obiettivo dall’altra parte, dalla parte di quelli per cui essere assunti nelle “fabbriche dell’orrore” e’ l’alternativa migliore, per il momento. Quello che mi interessa e’ l’idea che NOI, oggi, abbiamo dei cinesi.  Quanta umanita’ siamo in grado di associare a quelli che vengono generalmente considerati dei SUBUMANI. Dopo essere stato in Cina e aver indagato le condizioni di lavoro nelle fabbriche ho provato a “boicottare” il  Made in China. E’ quasi impossibile. E in fin dei conti nemmeno cosi’ utile. Il Made in China e’ ultracompetitivo, e’ ovunque, sulle targhette di qualsiasi merce, anche del Made in Italy. Per le scarpe da ginnastica poi e’ impossibile, non esiste altro.  In fondo per ogni paio che noi compriamo a 100 dollari, loro, gli operai, guadagnano 50 centesimi. Meglio di niente dicono gli occidentali, meglio di “prima” dicono i cinesi. &lt;br/&gt;La rivoluzione culturale, che e’ arrivata alla mia generazione come uno dei peggiori abomini del secolo  fu osannata come il paradiso comunista del grande  Mao che in realta’ la inculco’ nelle menti a colpi di slogan, oltre che di bastone. Proprio come  si inculcano i messaggi pubblicitari, ipnotici e “ideologici”, vere e proprie bastonate mediatiche. Le stesse bastonate che chiunque oggi abbia 30 anni si e’ preso stando ore e ore davanti alla tv bombardata dagli spot il cui scopo non e’ piu’ quello di vendere solo un prodotto ma uno stile di vita necessrio. &lt;br/&gt;La storia di Zuo e Chang contrappone una morale popolare, forte ancora di 700 milioni di contadini, alla logica della pura convenienza economica. La Cina, simbolo per antonomasia dello “sviluppo”, si e’ spaccata in due: da una parte i “moderni”, che condannano l’atto di Chang Shaowei come quello di un rozzo troclodita che se ne va in giro con un cadavere putrefatto sulle spalle. Dall’altra la tradizione, la cultura millenaria della sepoltura nel luogo d’origine, l’idea di un principio a cui dover rispondere sempre e qualunque siano le conseguenze. Una morale.&lt;br/&gt;Ed e’ questa morale che viene svenduta a colpi di spot in Made in China. Una farsa grottesca e tragicomica i cui protagonisti si avvicendano, interloquiscono, si affastellano l’uno sull’altro. Una vicenda neorealsita il cui filo conduttore che tesse la straziante vicenda umana viene fagocitato, tritato, sminuzzato e riproposto per farne puro marketing. &lt;br/&gt;</description>
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      <title>VITE ALL'INCANTO</title>
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      <pubDate>Tue, 15 Sep 2009 11:55:48 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/15_VITE_ALLINCANTO_files/Kapo10%20%5B1024x768%5D.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object001_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:143px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;di Roberto Capaldo &lt;br/&gt;con Walter Maconi e Roberto Capaldo sculture di Antonio Catalano voce registrata di Lorenza Zambon una coproduzione Casa degli Alfieri / Universi Sensibili  con il sostegno di Teatro dei Colori &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La prima generazione  e’ quella che si e’ trovata al centro della storia. Ha vissuto un trauma. La seconda, la generazione dei loro figli, e’ cosi’ vicina che non sempre ha il coraggio di conoscere il passato, di porre domande. La terza generazione, quella dei nipoti, ha una vita normale. E allora puo’ porre domande e cercare risposte. E comincia a indagare, a raccontare la storia della prima generazione.&lt;br/&gt;Zygmunt Barman, Modernita’ e Olocausto&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Io faccio parte delle terza generazione. Non ho avuto un nonno sopravvissuto ai lager ma di storie da ascoltare ne ho trovate tante. Purtroppo. O per fortuna. E non finiscono mai. E ogni volta che ne apprendevo una pensavo fosse incredibile. Ma poi ne arrivava un’altra, altrettanto forte e straordinaria e poi ancora un’altra e cosi’ per decine e decine di storie, centinaia di testimonianze, di nomi, di  visi, di  voci. Bisogna raccontarle tutte, impossibile “escludere”. Ma come si fa. Non basterebbe una vita. Non la mia. Ma le loro vite, quelle dei protagonisti, quelle bastano e avanzano, perche’ sono vite preziose. Sono li’ a memoria di tutti, ma sono “gratis”. Non e’ giusto, non e’ cosi’ che impareremo a “non dimenticare”. Quella memoria deve essere “riacquistata” per divenire memoria di tutti. In un ‘epoca materialista come la nostra, l’unico modo per dare valore a qualcosa e’ pagarla. E  si deve pagare cara. Provocatoriamente, quelle vite devono essere vendute, all’incanto. Chissa’ che un giorno il loro valore non diventi inestimabile.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;NOTE DI REGIA&lt;br/&gt;Un teatro popolare che diviene veicolo di  testimonianze dirette, biografie e immagini di una memoria che vuole e deve divenire collettiva. Due banditori di vendite all’incanto, specializzati sul tema “grandi tragedie”, battono all’asta le vite di alcuni protagonisti volontari e non della tragedia per antonomasia del XX secolo. Venticinque vite che hanno attraversato l’Olocausto, piu’ due “fuori catalogo”, dei piu’ recenti genocidi. Carnefici, sommersi e salvati simboleggiati da sculture potenti, capaci di virare il grottesco in poesia, invadono poco alla volta lo spazio congestionando la scena, la memoria e la nostra capacita’ di riconoscerci negli uomini.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>GOODBYE busc!</title>
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      <pubDate>Sat, 12 Sep 2009 14:02:08 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/12_GOODBYE_busc%21_files/9.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object014_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:125px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;interventi politeatralici per la manutenzione di un bosco&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;di e con Roberto Capaldo, Stefano Pintor&lt;br/&gt;in collaborazione con  Impresa Teatrale f.lli Meucci e  Immagina Lomazzo&lt;br/&gt;con il sostegno di WWF e Legambiente&lt;br/&gt;</description>
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      <title>UNIVERSI SENSIBILI</title>
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      <pubDate>Fri, 11 Sep 2009 16:27:54 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/11_UNIVERSI_SENSIBILI_files/L1030254.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object015_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:143px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;di Antonio Catalano&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Con “Universi Sensibili” si indica tutta la personale cosmogonia di Antonio Catalano, artista/artigiano, tutte le sue esplorazioni e le sue provocazioni tra teatro e arti visive. &lt;br/&gt;Le sue performances vivono della labilità e dell'indeterminatezza di cui sono costituiti gli incontri occasionali e tendono a provocare in chi vi partecipa esperienze piene di emozione, di poesia, di meraviglia. &lt;br/&gt;I suoi “universi sensibili” incontrano dovunque stupore, entusiasmo. Forse per via dell'ingenuità che li governa da cui traspaiono curiosità, misteri, profondità.&lt;br/&gt;Gli &amp;quot;universi sensibili&amp;quot; sono un cantiere sempre aperto, sempre influenzati dal fascino e dalle suggestioni di un luogo e di un momento: l’unico requisito per poterli visitare è la capacità di meravigliarsi.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>ROBE DELL'ALTRO MONDO </title>
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      <pubDate>Fri, 11 Sep 2009 14:41:32 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/11_ROBE_DELLALTRO_MONDO_files/droppedImage.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object005_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:144px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;produzione CARROZZERIA ORFEO con il sostegno di RESIDENZA IDRA in collaborazione con BENEVENTO CITTA’ SPETTACOLO e LA CORTE OSPITALE con il contributo di FONDAZIONE CARIPLO&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;drammaturgia Gabriele di Luca | regia Alessandro Tedeschi, Gabriele Di Luca, Massimilliano Setti, Roberto Capaldo | con Gabriele Di Luca, Luisa Supino, Massimilliano Setti, Roberto Capaldo | musiche originali Massimiliano Setti | disegni Giacomo Trivellini  | costumi Nicole Marsano e Giovanna Ferrara | organizzazione Luisa Supino&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lo spettacolo si sviluppa intorno alla tematica “paure metropolitane” ovvero l’insieme delle paure, delle fobie e delle tensioni sociali e individuali che innegabilmente caratterizzano e condizionano la nostra quotidianità e la qualità delle relazioni. Pregiudizio, intolleranza, sospetto, insicurezza, solitudine, terrorismo ideologico come elementi che costantemente influenzano un tessuto sociale sempre più fragile e disarmato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Progetto Roaaar&lt;br/&gt;progetto vincitore del Bando di Creatività Giovanile di Fondazione Cariplo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Robe dell'altro mondo è uno spettacolo che nasce all'interno di ROAAAR : un &amp;quot;cantiere creativo&amp;quot; che esplora le possibilità d’incontro tra i linguaggi del fumetto e del teatro con particolare attenzione alla drammaturgia contemporanea. Nuove possibilità di scrittura e messa in scena, attraverso il confronto tra diversi artisti, quali: attori, drammaturghi, registi, scenografi, mascherai, costumisti, artisti visivi, fumettisti, illustratori e sceneggiatori.&lt;br/&gt;Un progetto  ideato da Carrozzeria Orfeo e  Compagnia Elena Vanni con il supporto di Residenza Idra.&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.roaaar.it/&quot;&gt;www.roaaar.it&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il libro&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questo &amp;quot;cantiere&amp;quot; è stato documentato all'interno un libro che raccoglie l'intera esperienza del progetto e sarà disponibile dal 3 febbraio. Il nostro intento è quello di lasciare un diario di viaggio a tutti coloro che si vorranno incamminare nella direzione di questa ricerca.&lt;br/&gt;</description>
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      <title>SANTA LA TERRA</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2009 23:15:30 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/10_SANTA_LA_TERRA_files/_MG_2064.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object016_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:143px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;PREMIO “LODI DI PACE” 2011 COME MIGLIOR TESTO E MIGLIOR SPETTACOLO&lt;br/&gt;2° CLASSIFICATO PREMIO BORRELLO PER LA DRAMMATURGIA 2010&lt;br/&gt;PREMIO INTERNAZIONALE GOLDONI 2009 &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;produzione Impresa Teatrale f.lli Meucci &lt;br/&gt;di Chiara Boscaro con Linda Caridi, Roberto Capaldo regia di Stefano Simone Pintor scene di Gregorio Zurla costumi di Stefania Barreca video di Fabio Fraomene produzione Impresa Teatrale Fratelli Meucci&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa storia parla di guerra, parla del male, parla di noia e curiosità. Parte da un articolo di giornale, da una donna palestinese costretta a vivere sui tetti della sua città. Questione di permessi. Per vivere attraversa la città dall’alto. &lt;br/&gt;Questa storia, però, non parla di Palestina. Parla di guerra, e di uomini. Tre personaggi sono costretti a condividere un tetto. Un anziano, un’immagine e una bambina – i genitori se li è portati via il Grande Bombardamento – costretti a condividere spazi e noia, incomunicabilità e attesa. Qualcuno cerca di crescere, qualcuno si attacca ai riti, qualcuno piange una memoria che scompare come polvere al vento. &lt;br/&gt;Questa la vicenda, un po’ fiabesca, un po’ terribile, di un’assuefazione al pericolo (vero o promesso) che rapidamente sta prendendo piede anche nella nostra quotidianità. Ci si abitua al male, semplicemente, e tutto il resto sbiadisce, anche l’Uomo.</description>
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      <title>JOY&#13;performance teatrale ad oggetto&#13;</title>
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      <pubDate>Thu, 10 Sep 2009 15:52:21 +0200</pubDate>
      <description>&lt;a href=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Voci/2009/9/10_JOY_files/DSC_0930.jpg&quot;&gt;&lt;img src=&quot;http://www.robertocapaldo.it/robertocapaldo/SPETTACOLI/Media/object033_1.jpg&quot; style=&quot;float:left; padding-right:10px; padding-bottom:10px; width:250px; height:149px;&quot;/&gt;&lt;/a&gt;produzione Teatro Inverso&lt;br/&gt;di e con  Roberto Capaldo e Davide D’Antonio&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Joy è uno spettacolo grottesco dove l’assurdità viene presa come paradigma del vivere quotidiano e viene utilizzato come incontro col pubblico per condividerne ironicamente le paure piu’ banali.  Joy è una spettacolo al limite del performativo nel quale si alternano parti di composizione istantanea a parti più strutturate. Si svolge a stretto contatto con lo spettatore. Lo spazio scenico è, infatti, indiviso. Solo una serie di neon delineano delle tracce di scena che viene più volte rimodellata nell’evolversi della performance che ingloba in ultima battuta lo spettatore.</description>
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